IL BOSCO DI CASTAGNO E GLI ESSICCATOI
II castagno è una pianta che domina i boschi mesofili cioè quei boschi che necessitano di condizioni climatiche fresche e umide per svilupparsi. Tra le specie più caratteristiche che accompagnano il bosco di castagno nella nostra zona vi sono: rovere, carpino bianco e nocciolo. Un tempo il castagno era considerato una pianta molto preziosa in quanto il suo frutto era alimento fondamentale nel lungo periodo invernale.
II legno pregiato era utilizzato per fabbricare mobili, doghe per botti, travature e soprattutto pali di lunga durata. Le castagne si consumavano fresche ma soprattutto essiccate per garantirne la lunga conservazione. Con le castagne secche, una volta macinate, si produceva la farina impiegata nella preparazione di pane, focacce, dolci e persino primi piatti. Le qualità coltivate in questa zona erano le ruscioie, giancoie ecc., tutte gustose e di piccole dimensioni. L’essicazione avveniva nei “canizzi”, semplici costruzioni in pietra, come questo, con un solaio in travi di legno e canne o listelli, sui quali veniva disteso uno strato di circa 25-30 cm di frutti freschi. II calore e il fumo prodotti da un fuoco acceso sul pavimento seccavano le castagne.
Una volta disidratati i frutti venivano pestati o con particolari bastoni o in sacchi di canapa e battuti su un ceppo al fine di separarli dalla buccia. A questo punto, dopo una selezione accurata, venivano deposti in sacchi di tela per la conservazione o trasportati al mulino per la macinazione.
Oggi, tuttavia, l’abbandono di questi boschi, a causa dello scarso rendimento economico, rischia di ridurre notevolmente la biodiversità floro-faunistica del sottobosco.