SALA DELLA STREGONERIA
Ora che sei entrato in questa parte della casa delle Bagiue, visitando le sue sale scoprirai un mondo ignoto circondato da un alone di leggenda e di paura. Nella notte profonda si racconta che le streghe volassero nel cielo a cavallo di scope e di caproni recitando la formula «Unguento unguento portami al noce di Benevento sopra l’acqua e sopra il vento e sopra ogni altro maltempo». E anche il tuo sarà un viaggio che ti porterà lontano nel tempo e nello spazio alla scoperta di nuovi mondi e di un ancestrale sapienza sepolta sotto la maschera della strega diabolica. Vedrai gli oggetti che sono appartenuti ad un mondo magico che in parte ancora ci appartiene, ammirerai le vestigia di Divinità protettrici e benigne che hanno guidato l’umanità per secoli per essere poi detronizzate e mandate all’inferno.
Entrerai nel magico mondo delle erbe officinali e dei segreti millenari che sapienti donne hanno custodito nel corso del tempo prima di finire nelle grinfie di giudici ed inquisitori.
Infine, scoprirai il vero volto della strega, quello di donne innocenti perseguitate e uccise in modo atroce per un reato impossibile da dimostrare.
Amuleti e Talismani
Amuleti e talismani sono gli strumenti con i quali i maghi e gli operatori dell’occulto catturano il potere degli astri e delle energie positive presenti in natura per proteggere se stessi e propri assistiti dalle influenze negative. Qual è però la differenza fra i due? Plinio il Giovane, definisce “amuleto” un oggetto raccolto in natura o realizzato a mano, volto a preservare il detentore da pericoli, dolori e rischi causati da spiriti maligni. Protegge chi lo indossa da malattie, maledizioni e da altre forze oscure e pericolose. II talismano è invece un portafortuna. Ha il compito di attirare energie positive oppure ampliare la sfera del bene già esistente: benessere, salute e successo professionale.
Capita sovente che amuleti e talismani siano “scambiati” tra di loro. Ma non sono uguali. L’amuleto è considerato “protettivo/passivo”, mentre il talismano viene considerato “protettivo/attivo”; l’amuleto protegge e “porta fortuna” in generale, il talismano propizia ed attira particolari benefici, arrivando anche a donare delle potenzialità al suo possessore.
Grande importanza nella loro fabbricazione rivestono i minerali, considerati in rapporto con le qualità fisiche, psicologiche, astrologiche di chi li indossa. La scelta delle pietra propizia viene fatta seguendo un complesso procedimento sapienziale, basato sul calcolo della nascita del possessore e sulla analisi delle virtù astrologiche dei singoli minerali.
Tratto da Paolo Portone, Documenti etnografici nel fondo Roman Inquisition del Trinity College di Dublino
Divinazione
Fenomeno culturale di natura religiosa, che consiste nel venire a conoscenza di necessità o eventi diversi, mediante facoltà o tecniche che, trascendendo le normali modalità del conoscere, sono volte a raggiungere fatti impercepibili dai sensi e imprevedibili per via di ragionamento o di calcolo. Si ricorre alla divinazione non solamente per avere indicazioni sul futuro ma anche per sapere se una determinata cosa sia vera o meno, per avere notizia di persone lontane, ritrovare oggetti perduti, scoprire chi ha determinato un certo stato di cose (furti, tradimenti coniugali, morti, malattie, ecc.). Le pratiche divinatorie, o mantiche, possono essere:
Mantica induttiva (lat. divinatio artificiosa): è fondata sull’interpretazione di segni obiettivi, richiede il possesso di una vera e propria scienza divinatoria da parte del divinatore, assume come fonte di previsione il materiale più disparato: il manifestarsi di fenomeni celesti e meteorici, il comportamento di singole specie animali o la forma delle viscere di alcuni di essi, le modalità con cui si presentano processi naturali come la combustione. Mantica intuitiva (lat. divinatio naturalis): è fondata sull’ispirazione diretta da parte della divinità o di altra figura mitologica o sacrale di cui si fa tramite il profeta. II concetto di mantica intuitiva abbraccia quelle forme di divinazione nelle quali la visione profetica si realizza direttamente, senza il tramite di segni e su piani di coscienza diversi da quello della veglia: dal semplice sonno al furore estatico. Tra le numerose forme di divinazione intuitiva basate sul sogno è preminente la tecnica divinatoria per incubazione, fissata in oracoli che facevano parte di centri di culto stabili.
Maleficio
Conseguenza importante della persecuzione contro le streghe in Europa fu la ridefinizione del concetto di maleficio (maleficium). II maleficio ossia l’azione propriamente rivolta a danneggiare persone, animali o oggetti non fu più intesa come manifestazione involontaria di individui che in virtù di un cattivo destino (l’essere nati o concepiti in determinati periodi dell’anno ad esempio la notte di Natale) potevano recare danno al prossimo, come nel caso del malocchio, ma divenne prova evidente dell’acquisizione di poteri diabolici acquisiti attraverso la volontaria adesione al culto di Satana. Pratiche come la merca, attestata in Abruzzo, cioè una incisione rituale operata ai nati o concepiti in un periodo proibito al fine di attenuare gli effetti della loro natura storta o il dono di tre sorti, lasciarono il posto nelle aree investite dal fenomeno della caccia alle streghe a una più drastica forma di eliminazione del maleficio e dei malefici. La denuncia davanti alle autorità per cattiva fama, il processo istruito senza essere messi al corrente delle accuse, l’abuso della tortura come strumento di accertamento della verità, conducevano inevitabilmente all’emarginazione sociale.
Alla luce di quanto accaduto in Europa durante la stagione della caccia alla streghe, il maleficio ha assunto un significato originale e specifico rispetto ad altre culture magiche, diffuse in tempi e in continenti diversi, caratterizzandosi perlopiù come conseguenza di un patto volontariamente stipulato in cambio della loro completa sottomissione, nel corpo e nell’anima, tra esseri umani non dotati di particolari conoscenze e né segnati da un cattivo destino, e il principe del Male, il Diavolo della tradizione cristiana.
Fascinazione e Malocchio
Con questo termine si indica una condizione psichica di impedimento e di inibizione, e al tempo stesso un senso di dominazione, un essere agito da una forza altrettanto potente quanto occulta, che lascia senza margine l’autonomia della persona, la sua capacità di decisione e di scelta. Col termine affascino si designa anche la forza ostile che circola nell’aria, e che insidia, inibendo o costringendo. L’immagine del legamento, e del fascinato come “legato”, si riflette nel termine attaccatura talora impiegato per designare la fascinazione: in particolare l’attaccatura di sangue è un legame rappresentato simbolicamente come sangue che non fluisce liberamente nelle vene. Cefalgia, sonnolenza, spossatezza, rilassamento, ipocondria, accompagnano spesso la fascinazione: ma l’esperienza di una forza indomabile e funesta resta il tratto caratteristico. La fascinazione comporta un agente fascinatore e una vittima, e quando l’agente è configurato in forma umana, la fascinazione si determina come malocchio, cioè come influenza maligna che procede dallo sguardo invidioso (onde il malocchio è chiamato invidia), con varie sfumature che vanno dalla influenza più o meno involontaria alla fattura deliberatamente ordita con un cerimoniale definito, e che può essere fattura a morte. L’esperienza di dominazione può spingersi sino al punto che una personalità aberrante, e in contrasto con le norme accettate dalla comunità, invade più o meno completamente il comportamento: il soggetto non sarà più allora semplicemente un fascinato, ma uno spiritato, cioè un posseduto o un ossesso, da esorcizzare.
Ernesto de Martino, Sud e magia, p.11